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StockSnap da Pixabay

Oggi nessuno viaggia. Oggi nessuno prenota alberghi. Oggi tutto è cambiato e non sappiamo ancora quando riusciremo a tornare alla normalità. Molto probabilmente mai ma conquisteremo una “nuova normalità” fatta di cambiamenti che entreranno a far parte della nostra quotidianità.

Così come qualche anno fa, quando decidevi di fare l’architetto, dovevi scegliere il percorso per diventare “green”, oggi è impensabile non esserlo. La progettazione sostenibile che coinvolge l’intero ecosistema uomo-ambiente è infatti estremamente importante ed è ormai da considerare l’unica via possibile alla costruzione del mondo attorno a noi. Seguendo questo ragionamento, quello che per noi oggi sarà una novità da introdurre e cioè il concetto di salute per affrontare questa situazione pandemica, fra qualche tempo diventerà legge nella progettazione e ristrutturazione degli edifici.

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1 disegnare casa Tatiana Syrikova

L’epidemia di Covid19 ha avuto impatti significativi su tutti gli aspetti della nostra vita. Il modo di vivere l’ambiente domestico è cambiato notevolmente, questo significa che nel futuro prossimo assisteremo a una ridefinizione dello spazio per abitare e, dunque, a un nuovo modo di progettare la casa.

Jennifer Anderson, membro del Real Estate Council di Forbes, anticipa quali saranno i temi da tenere d’occhio nella progettazione delle case nel futuro post-coronavirus.

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Crediti foto: Tatiana Syrikova da Pixabay

Jo Wiggijo Pixabay

L’emergenza COVID-19 sta imponendo una tregua inedita dall’affollamento di turisti che, con l’inizio della bella stagione, prendono solitamente d’assalto le città d’arte italiane. Questo spopolamento forzato può essere però un’opportunità unica per ripensare un turismo più sostenibile, in particolare per Venezia. Città tra le più ambite di tutto il mondo, negli ultimi anni sta affrontando diversi problemi legati alle ondate di visitatori ormai presenti tutto l’anno, che soprattutto nella bella stagione rischiano di sommergerla danneggiandola gravemente.

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Crediti foto: Jo Wiggijo da Pixabay

Foto di 272447 da Pixabay

Vi siete mai chiesti come sia la vita di una regina? Come possa essere camminare tra un’ala e l’altra di un palazzo e dove venga sorseggiato il the pomeridiano?

Home Advisor, in collaborazione con l’architetto Jelena Popovic, ha provato a dare una risposta a queste domande grazie ad un complesso lavoro di rielaborazione grafica digitale di uno dei palazzi reali più famosi al mondo e cioè Buckingham Palace.

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1 jeans congersedign

I principi alla base del business model della fast fashion sono: prezzi bassi, consumi veloci e tendenze in rapida evoluzione. Di recente alcuni operatori del settore hanno adottato programmi di sostenibilità che comprendono la restituzione di capi d’abbigliamento usati, la riparazione di quelli danneggiati, l’introduzione di materiali “consapevoli” o riciclati nella filiera produttiva muovendo alcuni passi nella direzione della circolarità.

Secondo alcune organizzazioni no profit del settore, tra cui la Ellen MacArthur Foundation, promotrice del programma Make Fashion Circular, intervenire in maniera significativa sulle abitudini di consumo in questo particolare settore della moda richiederà uno sforzo notevole per sradicare la mentalità diffusa tra i consumatori della fast fashion.

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Crediti foto: congersedign da Pixabay

circularity

È possibile una progettazione efficace dei rifiuti per ridurre al minimo gli scarti e recuperare la maggior quantità possibile di materiale? Può questo approccio portare all’eliminazione dell’estrazione di materie prime a favore del continuo riuso e circolazione dei materiali già presenti sul mercato? Tutto ciò può sviluppare un nuovo modello produttivo capace non solo di salvaguardare le risorse naturali ma addirittura di rigenerare tutte quelle che nel passato sono state sfruttate senza ritegno?

Questi sono i tre principi chiave dell’economia circolare, un modello che non solo permette a chi la applica di aumentare la redditività creando valore aggiunto, ma diventa indispensabile in un contesto in cui le risorse scarseggiano sempre più. Trovare una risposta esaustiva a tutti questi temi comporterà ancora molto tempo, però innanzitutto è indispensabile porsi seriamente queste domande.

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crediti foto: Catherina Zazhyvilova da Pixabay

1 girl StockSnap

Il settore del turismo è forse il più colpito dalla crisi innescata dall’epidemia di coronavirus. Il ministro Franceschini, annunciando l’arrivo di misure economiche a sostegno del settore, ha voluto però rassicurare gli italiani dicendo che “Le vacanze si faranno, ma saranno diverse. Si faranno vacanze italiane”.

Niente mete esotiche, viaggi intercontinentali, niente tour delle capitali europee ed escursioni ai confini del mondo. Siamo distanti da tutto questo.

Abbiamo l’opportunità di ripensare al modo in cui ci muoviamo all’interno del pianeta e di diventare viaggiatori più consapevoli dell’impatto che le nostre esplorazioni hanno sulle economie locali e sull’ambiente.

Tre suggerimenti che, seppur accolti in questo periodo di stop forzato, potrebbero cambiare per sempre il nostro modo di viaggiare.

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Crediti foto: StockSnap da Pixabay

1 Cooperation

La pandemia globale ha evidenziato l’insufficienza del sistema a rispondere adeguatamente alle esigenze di base delle persone. L’agognato “ritorno alla normalità” significherebbe riprendere da dove eravamo rimasti, tornando quindi a un sistema economico poco equo che lascerebbe indietro moltissime realtà sociali ed economiche, addirittura di più rispetto al periodo pre-pandemia. Si può, anzi si deve, fare di meglio.

Il COVID-19 offre l’opportunità di ripensare il nostro modo di lavorare nel rispetto delle persone e del pianeta ridisegnando, in questo senso, i nostri sistemi economici e sociali.

A delineare i tratti di un nuovo inizio sono le società certificate B Corp, aziende che, come Goldmann & Partners (certificata B Corp dal 2017), sono già abituate a misurare il proprio impatto positivo all’interno delle comunità in cui operano e verso l’ambiente.

Resilienza e adattamento sono le parole-chiave delle nuove strategie di business nel futuro post-pandemia. Il modello di riferimento è l’economia a “ciambella” di Kate Roworth.

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Crediti foto: Pixabay.com

Foto di Caroline Hummels da Pixabay 1

Il COVID-19 ha cambiato il mondo in cui viviamo. Il problema principale da risolvere oggi è come riuscire a ripartire dopo questo improvviso fermo e come questa ripartenza possa essere un’occasione di miglioramento oltre che di ripresa.

Quello che le industrie della moda stanno cominciando a chiedersi è se, a seguito della crisi ancora più profonda dovuta a questa pandemia, sia davvero conveniente proseguire con la stessa strategia produttiva di sempre o se modificare l’approccio al lavoro in modo più sostenibile. Nella settimana tra il 20 e il 26 aprile 2020 si è svolta la Fashion Revolution Week durante la quale è stato pubblicato il Fashion Transparency Index. Da questo recente studio emerge infatti che moltissimi leader della moda, produttori e marchi stanno mettendo in discussione la propria struttura analizzando i propri settori da efficientare, i sistemi da cambiare e tutte le numerose iniziative di sostenibilità applicata da introdurre a beneficio della propria azienda ma anche dell’ambiente e del cambiamento climatico.

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Foto di Seksak Kerdkanno da Pixabay2tinyfied

Attualmente i consumatori sono convinti che la sostenibilità sia la risposta giusta alla gestione responsabile delle risorse del pianeta. Ma in un mondo dove le aziende continuano a fare greenwashing, agire realmente in modo sostenibile sta diventando sempre più difficile in quanto si rischia di compiere errori in modo inconsapevole.

Ogni singola attività quotidiana che un consumatore compie infatti ha un costo intrinseco che spesso non si conosce o non si considera che trasforma una buona azione in cattiva. Per provare a capire quali possano essere gli errori più diffusi che ognuno di noi non si accorge di attuare,abbiamo cercato di riassumerli e di trovare le soluzioni alternative effettivamente più sostenibili. 

 

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edilizia sanitaria

Il tema della salubrità degli ambienti indoor è più che mai attuale in un momento storico in cui il mondo intero si trova a combattere contro questa terribile pandemia. La crisi sanitaria attuale ha messo in luce l’urgente necessità che gli spazi in cui viviamo siano salubri, sia tra le mura domestiche che soprattutto in quegli ambienti in cui sono ospitate le persone più fragili e ad elevato rischio di contagio: ospedali e case di riposo.

Come progettare questi edifici per garantire lo svolgimento ottimale delle funzioni mediche e la massima igienicità degli spazi senza tralasciare l’aspetto compositivo? È necessario indagare le proprietà dei materiali in modo da selezionare quelli che soddisfano pienamente sia le istanze di tipo sanitario che estetico.

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Crediti foto: Hospital Universitario A Coruña (CHUAC) / CASA SOLO Arquitectos. Image Curtesy of Porcelanosa Grupo

catwalk

Sono aperte le iscrizioni per OUT OF FASHION, il primo ciclo di alta formazione improntato sulla sostenibilità applicata al settore tessile, dell’abbigliamento e degli accessori.

Al via il 18 settembre 2020 con la lezione introduttiva, il corso si svilupperà tra didattica frontale ed esercitazioni per un totale di 72 ore e si concluderà a febbraio 2021.

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